IL NIX – Nathan Hill

Chiamarsi Jonathan, per un aspirante scrittore americano, è già un buon inizio. Dell’esordio di Nathan Hill, napoletano della Florida – non sapevo che ci fosse una Naples anche negli Usa – ne avremmo sentito parlare diversi anni prima se il giovane autore di The Nix non fosse incappato nella peggiore disavventura per chi scrive: il furto del pc con dentro appunti, racconti e un romanzo completo. Un brutto colpo che ha costretto Hill a ricostruire pazientemente il suo libro e a rimandare il debutto al 2016. Eccolo allora il romanzo che negli Usa è diventato un caso editoriale prima ancora che venisse pubblicato.

Il Nix racconta la storia di Samuel Anderson, un giovane insegnante di letteratura inglese che di notte è schiavo di un gioco online chiamato “World of Elfscape”, una specie di other life virtuale nella quale il protagonista si connette con milioni di persone di tutto il mondo per combattere elfi, draghi e orchi. Samuel sa che quella distrazione elettronica è una follia, un inutile passatempo che lo allontana da impegni e decisioni importanti, ma non riesce proprio a liberarsene. Dieci anni prima aveva firmato un contratto e ricevuto una barca di soldi per scrivere un libro che non ha più scritto. Quel tempo è scaduto e il suo editore intende fargli causa. Samuel è disperato. Ma proprio quando tutto sembra precipitare, arriva una telefonata che può cambiare il suo destino: Samuel è il figlio di una donna che ha aggredito il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Il video dell’attentato rimbalza da un canale televisivo all’altro e su internet ha milioni di visualizzazioni. Faye Andresen, la madre di Samuel, che ha un passato da movimentista hippy e un arresto per prostituzione, a sessant’anni è diventata clamorosamente un’eroina Liberal contro il fascismo repubblicano. I due non si vedono da più di vent’anni, dal giorno in cui lei abbandonò improvvisamente la famiglia per una ragione sconosciuta “me ne vado per un po’. Non avere paura” gli disse. È proprio dietro quella fuga che si cela il mistero del Nix: una leggenda norvegese di uno spirito che può assumere diverse forme e che ogni tanto appare con le sembianze di un cavallo bianco per rapire i bambini. Uno strano incantesimo che separa le persone che si vogliono bene: il Nix è di solito qualcuno che credi di amare. Del passato di Faye, Samuel non sa nulla, ma ora il professore ha una doppia opportunità: ritrovare la madre dopo la sua fuga misteriosa, e ripagare l’editore scrivendo un libro verità su di lei. Le due storie, quella della giovane Faye negli anni del college e della contestazione pacifista, e di Samuel sull’orlo del licenziamento a causa di una denuncia di una sua allieva fannullona che non vuole farsi bocciare, scorrono separate attraverso lunghi flashback per poi intrecciarsi nel presente. Il risultato è un romanzo polifonico di circa 760 pagine, pieno di colpi di scena e di umorismo, scritto alla maniera di un altro Jonathan: Franzen – alcuni passaggi di questa storia ricordano Purity 

Il Nix affronta molti temi interessanti, dai rapporti familiari all’ossessione per la competizione, dalla crisi della cultura umanistica – per l’allieva fannullona di Samuel studiare Shakespeare è solo una perdita di tempo – alla devianza e alla compulsività della connessione a internet. Un altro tema importante del libro è il sogno tradito dei movimenti pacifisti degli anni sessanta. Insomma, tanta roba e ben distribuita in questa magnifica opera prima.

Angelo Cennamo

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