
Nella vasta bibliografia di Stephen King, tra romanzi popolari e celebrati come It, Shining, L’ombra dello scorpione e Il miglio verde, Mucchio d’ossa passa quasi inosservato. Eppure alla sua uscita, nel 1998 – anno particolarmente fecondo per la letteratura americana – anche la critica più ostica verso la narrativa di genere giudicò il libro con favore. Come spesso accade, i titoli dei romanzi di King sono fuorvianti, sembrano scelti apposta per avallare il falso cliché dell’autore horror. Mucchio d’ossa fa pensare a scheletri, teschi, zombie che escono dai sepolcri e invadono le strade seminando il panico tra i passanti, ma nella storia raccontata da King non troverete nulla di tutto questo “Anche la più sagace caratterizzazione in un romanzo non è che un mucchio d’ossa” è una citazione che King prende in prestito da Thomas Hardy per dare il La al suo racconto. Una storia d’amore maledetta, recita il sottotitolo. E qui ci siamo. L’amore è quello di Mike Noonan, scrittore di successo che ricalca per certi versi la figura dell’autore – di spunti autobiografici nel libro ce n’è più di uno. Mike ha perso l’ispirazione a seguito della tragica morte della moglie e fa fronte agli impegni assunti col suo editore sfornando romanzi che ha scritto precedentemente, manoscritti messi prudentemente da parte per essere tirati fuori in tempi di magra come questi. Il blocco dello scrittore è dunque il tema centrale del libro, intorno al quale King fa ruotare anche altre tracce, come la storia di Mattie, la giovane vedova braccata dal suocero, disposto a portarle via la figlia con ogni mezzo. La vicenda giudiziaria nella quale Mike si lascia coinvolgere ha le atmosfere di un legal thriller di John Grisham: da un lato la ragazza di origini umili, dall’altro il potente imprenditore capace di smuovere mari e monti per assecondare ogni suo capriccio. Al centro, Mike, che di soldi con i suoi best-seller ne ha guadagnati abbastanza per ingaggiare un buon avvocato da mettere al fianco di Mettie, e che a quattro anni dalla morte della moglie sembra aver ritrovato la voglia di vivere e di innamorarsi. Cosa manca. Il paranormale. La casa di famiglia dove il romanziere in crisi si è trasferito per ricominciare a scrivere è abitata da un misterioso fantasma: rumori, voci, strani richiami. Cosa nasconde quel luogo? Mucchio d’ossa è un romanzo ben strutturato, scritto magnificamente, e leggendolo vi sorprenderete di trovare vecchie conoscenze, personaggi già incontrati in altri libri di King: William Denbrough, lo scrittore di It, Norris Ridgwick, il poliziotto di Cose preziose, Ralph Roberts, il protagonista di Insomnia.
Angelo Cennamo