ADDIO FANTASMI – Nadia Terranova

 

 

Addio fantasmi - Nadia Terranova

Di Nadia Terranova avevo già letto la bella storia d’amore ambientata nell’Italia degli Anni di Piombo, contenuta in un romanzo uscito qualche anno fa, intitolato Gli anni al contrario. La ritrovo oggi con Addio fantasmi, libro forse più vicino alle sue corde rispetto al precedente, di maggiore spessore emotivo, più maturo anche nella scrittura. E’ un romanzo breve, Addio fantasmi, ma largo, larghissimo, che dilata il tempo, i sentimenti, i ricordi. Denso di una percezione che la Terranova viviseziona strutturando il racconto in tre parti: il nome. Il corpo. La voce. Ida è una giovane donna siciliana, siciliana come l’autrice, la cui vita è stata segnata da un abbandono: quando aveva tredici anni, suo padre fuggì di casa senza alcuna ragione apparente “Mio padre, quella mattina¸aveva deciso di scivolare via, aveva chiuso la porta in faccia a me e a mia madre, immeritevoli di saluti e spiegazioni”. Il corpo di quell’assenza è ingombrante, è un vuoto fisico, Ida lo tocca ogni giorno “Fra il tramonto e la cena, l’assenza di mio padre tornava a visitarmi” interrogando se stessa e gli altri Non vuoi sapere che sono diventata grande, non ti interessa?”. Domande senza risposta che scavano, come una goccia con la roccia, la sua anima fragile di adolescente, poi di adulta. La voce del padre Ida la ascolta e riascolta nella registrazione di una musicassetta. E’ una voce che sembra venire dall’oltretomba, è la voce di un morto che non è morto, di un morto senza tomba. Quando sua madre la chiama perché vuole ristrutturare e vendere la casa familiare, Ida torna a Messina dopo oltre vent’anni. Tornare a casa ha qualcosa di omerico nella simbologia delle suggestioni. E’ un viaggio fatto soprattutto con il cuore e con la mente. Nel tragitto da Roma a Messina, Ida è accompagnata dai fantasmi di sempre, non sono andati mai via. Sono loro, quei fantasmi, ad aver riempito la sua vita, fino a trasformarsi in un’ossessione, una forza diabolica, lacerante, che è arrivata a minare i rapporti con i suoi familiari, la madre, il marito. Quello di Ida è un viaggio a ritroso attraverso i ricordi, ancora vividi, dolorosi, attraverso gli oggetti di un eterno presente. Ma è soprattutto un’occasione per fare i conti con quel groviglio di interrogativi inevasi, i traumi angoscianti, martellanti, un approdo per vincere la paura, una possibile catarsi, una luce in fondo al buio.

Di Addio fantasmi non mi ha solo colpito la bellezza e l’intensità della trama, la tenerezza della protagonista che diventa quella del lettore, trascinato abilmente da Nadia Terranova al centro della scena, ma anche la scrittura: cristallina, elegante, leggera come la brezza che soffia tra Scilla e Cariddi, ed uno stile narrativo a metà strada tra la Ferrante de I giorni dell’abbandono e Resta con me di Elizabeth Strout. Leggete e commuovetevi con  Addio fantasmi.

Angelo Cennamo

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