DESERTO D’ASFALTO – S.A. Cosby

“Beauregard aveva una moglie e dei figli. Gestiva un’attività e andava alle recite scolastiche. Bug rapinava banche e auto blindate…Ho cercato di tenere separate queste due persone ma un uomo non può essere due tipi di bestie”. 
Red Hill è una cittadina sperduta della Virginia. Qui tutti conoscono Beauregard Montage per le sue doti di pilota e per come riesce a riparare i motori delle auto. Beauregard è un brav’uomo, un onesto lavoratore, un buon padre di famiglia. Le cose però non girano più per il verso giusto: la concorrenza, le spese che aumentano. Beauregard ha bisogno di soldi e ha poco tempo per guadagnarseli onestamente. Gli serve un piano. La soluzione è da qualche parte, vicina, nei paraggi di un passato balordo che credeva sepolto per sempre. Beauregard deve solo guardarsi dentro e ricordare un altro tempo. “Vendi la Duster”, gli ripete la moglie Kia. La Duster non si tocca, la Duster è più di una macchina, la Duster è tutto quello che gli resta di suo padre: la Duster è suo padre. Anthony Montage non lo vedrete mai comparire sulla scena, ma è lui l’altro protagonista di questa storia; la sua assenza assordante riempie il romanzo dall’inizio alla fine. Il fantasma si muove tra le parole, i ricordi, le immagini di una vita di stenti ma a suo modo felice. Beauregard lo ha visto andare via quando era ancora un bambino. Da allora Anthony non è più tornato, ma i ricordi sono macigni e il vuoto può diventare ossessione, a volte un luogo dove rifugiarsi nei momenti più terribili. “O rottami auto o le usi per scappare” diceva il vecchio Ant prima di fuggire chissà dove. “Un uomo non può essere due tipi di bestie”. Beauregard ora è davanti a un bivio, da un lato il presente, dall’altro la vecchia strada: il crimine. “Deserto d’asfalto” è il quarto romanzo di S.A. Cosby, giovane talento della Virginia scoperto e tradotto per noi italiani da Nicola Manuppelli, anima yankee di Nutrimenti e impagabile talent scout di scrittori americani (Don Robertson è il primo nome sulla lista). Il romanzo, uscito negli Usa nel 2020, ha vinto diversi premi ed è stato giudicato da buona parte della stampa specializzata come il thriller dell’anno. “Una bomba” aveva scritto Manuppelli sui social annunciandone l’uscita imminente in Italia. Aveva ragione. Cosby ha scritto un libro ben congegnato con personaggi veri, indimenticabili. Il rapporto tra Beauregard e il padre scomparso è certamente il fulcro della storia “Avresti potuto essere migliore di quello che sei, ma hai passato troppo tempo ad ammirare un fantasma”. La tentazione del male e l’impossibilità di sfuggire al proprio destino, gli altri due temi al centro del racconto, potente, adrenalinico, e senza cali di tensione. Come tanti scrittori di strada – avulsi, direbbe Carlo Verdone, dalle solite conventicole, giri accademici, e incontaminati da inutili – talvolta dannose – scuole di scrittura – Cosby è arrivato alla letteratura dopo aver fatto mille mestieri: il buttafuori, il montatore di palchi, l’agente delle pompe funebri. La purezza di Cosby è un valore aggiunto. Teniamolo d’occhio.

Angelo Cennamo

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