AMATISSIMI – Cara Wall

Cosa tiene insieme Charles Barrett e sua moglie Lily è un bell’argomento, il più interessante forse di questa lunga storia che ha inizio nel Mississippi e nel Massachusetts degli anni Cinquanta per concludersi nella New York dei movimenti studenteschi e delle proteste pacifiste. Charles è il rampollo di una famiglia alto borghese, inizialmente destinato a studi storici ad Harvard, come il padre. Lily ha perso entrambi i genitori a quindici anni in un incidente d’auto. L’incontro tra i due è plasmato da un’insospettata evidenza: Charles ha “incontrato” Dio; ora vuole studiare teologia e diventare ministro di culto. Lily è atea. Il corteggiamento di Charles è discreto ma serrato, una goccia che scava la roccia. Nel cuore di Lily non c’è posto per l’amore, soprattutto per l’amore di Dio, ma un giorno Charles arriverà a sposarla. La storia di Charles e di Lily, donna arida di sentimenti e senza speranza, incrocia quella di James MacNally e di Nan. James è poverissimo; come Charles si iscrive a teologia per diventare anche lui ministro di culto. Ma fate attenzione: James non crede in Dio. Perlomeno, non alla maniera di Charles. I suoi dubbi sembrano andare d’accordo con le solide convinzioni di Nan, ragazza devota e a sua volta figlia di un pastore del profondo sud. 

Nella seconda parte della storia, le due coppie le ritroviamo nel centro di New York: Charles e James – entrambi – vengono assunti dalla Terza Chiesa Presbiteriana in un momento che è delicatissimo anche per le trasformazioni sociali con le quali il mondo religioso deve fare i conti. Charles e James hanno stili diversi nella loro missione di cambiamento, e per quanto la Chiesa Presbiteriana si professi apolitica, tra mille diffidenze, il piglio movimentista e pragmatico di James e l’approccio più ortodosso, astratto, di Charles sembrano completarsi a vicenda. La diversità dei due ministri si riflette soprattutto nella condotta delle rispettive mogli. Fin da subito, infatti, le due coppie ci appaiono asimmetriche: è come se Nan e Lily avessero sposato il ministro sbagliato. Ma le prove più difficili, quelle che testeranno la solidità dell’amicizia tra i quattro e la tenuta dei loro matrimoni, arriveranno nel finale. Sentite le parole di Charles in una delle scene salienti “Esistono tre tipi di prove nella vita…quelle inviate da Dio…che portano quasi sempre alla saggezza, perciò vale la pena affrontarle. Poi ci sono quelle che vi imponente voi stessi, e che bisognerebbe abbandonare sul nascere…E infine, ci sono le prove che noi creiamo l’uno per l’altro…e che sono più complicate, perché è impossibile sapere quale mano sia alla guida”.

“Amatissimi” è il romanzo d’esordio di Cara Wall, scrittrice newyorchese, fresca di laurea all’Iowa Writer’s Workshop, la più quotata scuola di scrittura degli Stati Uniti – e si vede – la stessa che negli ultimi anni ha sfornato talenti come Nickolas Butler e Stephen Markley (l’autore di “Ohio”). Cara Wall non è da meno, e la vivacità della sua prosa dissipa ogni dubbio sulla presunta “serialità del prodotto” che a volte viene tirata in ballo per mettere in discussione certe scuole. “Amatissimi” è un romanzo sulla continua ricerca della fede in Dio e negli uomini. Una tempestosa storia d’amore e di amicizia che in alcuni passaggi può ricordare “Crossroads” di Jonathan Franzen. Libri che ci lasciano con tante domande. I libri migliori. 

Angelo Cennamo

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