ANIMALE – Lisa Taddeo

Joan abbandona New York dopo che il suo datore di lavoro e amante si è sparato un colpo alla testa. A Los Angeles si mette alla ricerca di Alice, l’amica, la sola persona che può aiutarla a rielaborare i lutti sessuali che non smettono di tormentarla. 

“Se qualcuno mi chiedesse di descrivermi in una sola parola, sceglierei depravata. La depravazione mi è stata utile”.

Joan è una deparavata. Lo è diventata. Carnefice e vittima, fragile preda, ragazza tradita, mostro. Joan provoca, seduce, sogna, ricorda. Ama?

Dal Canyon si vede Hollywood, le sue vibrazioni, il denaro, “ma l’America è lontana”, scrive il poeta.  Joan sopravvive vendendo i regali preziosi dei suoi uomini, arrangiandosi con lavoretti extra. Lenny è un vecchio vicino che la sa lunga. River è l’altro. Bello, giovane, aitante. Il sesso vero, il sesso simulato, il sesso perché un giorno potresti avere bisogno di lui. 

“Animale” è una storia di luoghi oscuri e di segreti inconfessabili, di orgasmi finti, desideri spenti, viaggi nella memoria. “American Psycho” per la generazione Me Too, scrive il Times sulla cover. Lisa Taddeo è americana ma di chiare origini italiane; nel romanzo l’Italia compare spesso: la Toscana, il cibo, tradizioni. 

“Tre donne” ci ha parlato di donne, “Animale” di uomini che odiano le donne, con “Chiaroscuro” di Raven Leilani (Feltrinelli 2021) – libro che gli somiglia molto – forma un dittico ideale. Joan ritrova Alice, è più giovane di lei ma del sesso e dei maschi sa tutto. Raccontarsi aiuta, forse basta, forse no. Crudo, perfino divertente, ben scritto. 

Angelo Cennamo

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