DELITTO IN RIVA AL MARE – Antonio Lanzetta

Su una spiaggia di Salerno viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Le indagini sono affidate al commissario di polizia Massimo Trotta e alla psicologa forense Lidia Basso. Segnati entrambi da un’infanzia difficile, Massimo e Lidia possono dirsi fratelli per essere stati adottati da una coppia di librai. 

In un istituto poco distante dal luogo del ritrovamento del corpo della ragazza assassinata (Elena Perna), è rinchiuso un diciassettenne senza nome, unico sopravvissuto a una mattanza avvenuta in un paesino del Cilento dieci anni prima. Matteo, qualcuno ha deciso di chiamarlo così, non conosceva Elena ma la sera del suo assassinio ne ha riprodotto il volto e il corpo in un disegno che ora è finito al centro del caso. 

“Delitto in riva al mare”, il nuovo romanzo di Antonio Lanzetta, parte da questa macabra coincidenza. Cosa lega l’uccisione di Elena alla misteriosa veggenza artistica di Matteo?  La storia si sviluppa attraverso il duplice punto di osservazione di Lidia e del giovane recluso: due voci, due narrazioni alternate. 

I traumi infantili, gli abusi, l’accanimento, le ossessioni, sono da sempre un terreno fertile per Lanzetta, scrittore salernitano formatosi sui testi sacri del crime e dell’horror americano che riesce a tenere insieme il Mississippi e il Sele, il Texas e l’entroterra campano secondo quel vecchio brocardo di Tolstoj: racconta il tuo villaggio e racconterai il mondo (nel romanzo non mancano riferimenti a Hopper, Steinbeck, Faulkner, e Stephen King, autore al quale Antonio è particolarmente legato per più di una ragione: “Lo Stephen King italiano” lo definì qualche anno fa il Sunday Times).

Massimo e Lidia intanto scavano nel passato recente di Elena e in quello più remoto di Matteo: gli indizi sono tanti ma quell’assurda coincidenza del disegno finisce per ostacolare ogni incastro. 

“Delitto in riva al mare” è un giallo ben strutturato, con un’azzeccata venatura gotica – genere nel quale Lanzetta ha già dimostrato di muoversi con disinvoltura – e con un’ambientazione familiare all’autore quanto al recensore: Lanzetta non avrà scritto il primo romanzo salernitano ma pastenese sicuramente. Pastena è un quartiere della zona orientale della città: spiagge, palazzi, gente simpatica,Telegraph Avenue passa anche di lì.  

Angelo Cennamo

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