Con L’ospite di Emma Cline e Baumgartner di Paul Auster, che in Italia uscirà il 21 novembre ma che ho già letto e recensito sul blog, si chiude il mio anno di libri. Farò in tempo a leggere Formichità, l’attesissima (e lunghissima) opera prima dello sceneggiatore Charlie Kaufman e Il capanno del pastore dell’australiano Tim Winton. Da domani inizierò a selezionare i cinque libri che faranno parte della shortlist di Telegraph Avenue (19 novembre) e tra i quali verrà poi scelto il libro dell’anno (4 dicembre). Come sempre sarà un’operazione complicata vista la mole delle pubblicazioni e l’equivalenza per qualità di molte di esse. Il 2023 è stata, tutto sommato, una buona annata libresca, contrassegnata dal ritorno di grossi autori, da riconferme confortanti, buoni esordi, e interessanti operazioni commerciali come la collana Americana, tuttora in corso con il Corriere della sera. Mediamente leggo un centinaio di libri all’anno, molti dei quali li recensisco qui e altrove. Classificarli non è un esercizio né utile né interessante: come dico sempre, la shortlist e il libro dell’anno sono un gioco, un modo come un altro per divertirsi e sentirsi comunità. Telegraph Avenue in questi sette anni è cresciuto moltissimo per numero di visualizzazioni (in Italia e nel resto del mondo) e nella considerazione di lettori e addetti ai lavori. Incontrarvi sul blog, sui social e in giro tra festival e presentazioni mi “fa sentire più umano”, direbbe uno scrittore che amo. Buone letture a tutti e stay tuned, please.
Angelo Cennamo