CITTA’ IN FIAMME – Garth Risk Hallberg

Città in fiamme con Hallberg

Garth-Risk-Hallberg. Tenete a mente questo nome. Garth è originario della Louisiana, alto, fisico asciutto, volto da 110 e lode ad Harvard. Un bel giorno la casa editrice Konpf gli offre un anticipo di due milioni di dollari per scrivere il suo primo romanzo e dopo sette anni di lavoro Garth consegna il manoscritto di City on fire, un librone di mille pagine che negli Stati Uniti diventa un caso letterario. Sentite cosa scrive di lui la temuta Michiko Kakutani dalle colonne del New York Times nei giorni in cui viene pubblicato il libro: “Hallberg ha solo 36 anni, eppure è riuscito a scrivere un romanzo dall’ambizione travolgente che lascia con il cuore in gola”. Niente male per una brontolona che solo qualche anno prima aveva liquidato il Franzen de Le Correzioni  odioso, petulante e orribilmente egocentrico. Ma di cosa parla questo romanzo osannato dalla critica ancora prima che finisse in libreria e strapagato a scatola chiusa dal suo editore? Città in fiamme è una finestra spalancata sulla New York degli anni ’70. Una notte di capodanno a Central Park sparano a una ragazza non ancora maggiorenne, di origini italiane. È l’innesco della storia, anzi delle storie: la relazione omosessuale tra l’aspirante scrittore Mercer e il musicista punk William, lo scapestrato rampollo di una ricca famiglia newyorkes; il matrimonio in crisi di Keith e Regan, la sorella di William costretta a difendere le sorti della Hamilton-Sweeney Company dalle mire espansionistiche di Amory Gould “Fratello Diabolico”; il cupio dissolvi dei Post-Umanisti, la band punk-anarchica di Nicky Chaos pagata per seminare terrore e distruzione. Sullo sfondo c’è una metropoli flagellata dalla corruzione, dalla droga e dagli incendi. La narrazione corale di Hallberg è convincente. City on fire è un romanzo moderno ma non postmoderno, ben strutturato, scritto da un esordiente con la classe di un veterano. Una curiosità: il testo è intervallato da appunti dattiloscritti, immagini e scarabocchi vari. Chiedersi se Hallberg somigli più a Chabon, Eggers o Paul Auster è un un esercizio poco interessante. Hallberg somiglia solo ad Hallberg, e forse sarà proprio questa la sua fortuna. Ah, dimenticavo, Città in fiamme in Italia è passato del tutto inosservato.

Angelo Cennamo

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2 risposte a "CITTA’ IN FIAMME – Garth Risk Hallberg"

  1. accattivante recensione. Da leggere, anche se l’autrice di Harry Potter con tanto materiale ne avrebbe tirato fuori 5 – 6 libri, forse guadagnando di più. Louisiana, Stato del Sud, mentalità diversa dal luogo dei fatti, avrà influito? Perché chiedersi se Garth assomigli a tizio e Caio. Lui è Lui.

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