A BOCCE FERME – Marco Malvaldi

 

 

A bocce ferme - Malvaldi

 

Con Marco Malvaldi la geografia del noir ci porta in Toscana, in una località amena – si dice così – del litorale pisano, dove un manipolo di pensionati si ritrova al bar per scambiare quattro chiacchiere, raccontarsi della giornata, ma anche per indagare su delitti misteriosissimi. Aldo, Amelio, Pilade e il Rimediotti sono i vecchietti del BarLume, la banda della Magliadilana o, se preferite, la DIA: Direzione Investigativa Anziani. In un mondo popolato di commissari, ispettori e marescialli dei carabinieri, la trovata di Malvaldi di scegliere come protagonisti dei suoi romanzi seriali quattro ottuagenari è stata davvero geniale. Malvaldi è uno scrittore arguto, pungente, divertente, e i suoi gialli comici sono ormai diventati un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati del genere e non solo. A bocce ferme – romanzo del 2018 – racconta la vicenda di un uomo che confessa nel proprio testamento un omicidio commesso ben cinquant’anni prima; un caso di cui parlarono tutti i giornali dell’epoca, che però non fu mai risolto. E’ una storia di imprenditori, di paternità incerte e di eredità controverse. Ma è soprattutto lo spunto per aprire la porta ai ricordi, pubblici e privati, legati alla stagione del ’68: la contestazione dei giovani universitari, le lotte operaie, l’emancipazione femminile. La confessione molto postuma di Camillo Luraschi, il facoltoso imprenditore passato a miglior vita, lascia diversi dubbi e i vecchietti del BarLume, tra un flashback e l’altro, riusciranno come sempre a fare luce su una verità nascosta per troppo tempo. Ne viene fuori un racconto piacevole, scritto per un terzo in toscano, che offre al lettore uno spaccato preciso, puntuale, della bella provincia italiana, a metà strada tra i libri di  Giovannino Guareschi e Amici miei di Mario Monicelli.

Con A bocce ferme Malvaldi si conferma un autore vivace, di una leggerezza soave che non annoia, e la Sellerio una casa editrice esperta, capace come poche altre di scovare giovani talenti che hanno dato nuova linfa alla nostra letteratura arricchendo un filone – il noir –  nel quale noi italiani, da diversi anni, non siamo secondi a nessuno. Viva il giallo italiano, viva gli scrittori genuini e divertenti come Marco Malvaldi.

Angelo Cennamo

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