Le due vite del tenente Dan Tierney, quella a bordo della portaerei USS Vanguard, l’altra sulla terraferma, con Khristy, la ragazza che attende di sposarlo.

Nel 1967 Andre Dubus è un giovane esordiente di belle speranze; l’Iowa Workshop e l’amicizia fraterna con Richard Yates sono credenziali di tutto rispetto. Il successo italiano, tardivo, di Dubus lo dobbiamo a Mattioli 1881, editore di talento che ama curiosare tra i grandi autori americani dimenticati. Dubus è forte, fortissimo nelle short stories, e la sua scrittura parca e vigorosa non è poi così diversa da quella di Mr. “Revolutionary road”.
“Il tenente” è il primo romanzo di Dubus, una storia di regole infrante e di falsi miti. L’insubordinazione del soldato Ted Freeman scoperchia un sistema di rituali di iniziazione che macchiano l’onore del corpo dei Marines. Dan è a un bivio: salvare il soldato Ted o il decoro della divisa per la quale ha dato tutto se stesso.
Siamo alla vigilia della guerra in Vietnam ma i nemici della Vanguard sono tutti a bordo, parlano la stessa lingua, sventolano la medesima bandiera. Dubus mette in scena una commedia umana governata dall’arroganza, dal tradimento e l’illusione. Il piccolo mondo della Vanguard è lo specchio del mondo grande che gira fuori. Oltre la nave cosa c’è? La fidanzata di Ted, incinta di lui. E Khristy, confusa e infelice. Traduzione di Nicola Manuppelli.
Angelo Cennamo








