
“L’amore che dai non è mai l’amore che ricevi”
E’ la frase, forse, che racchiude il senso di Sei mia, romanzo d’esordio di Eleonora de Nardis, sociologa, saggista, conduttrice televisiva, che mi è capitato di incrociare in una recente trasferta romana in occasione della presentazione del libro di una nostra amica comune (Francesca Sbardellati). Ho divorato il romanzo di Eleonora in treno, durante il viaggio di ritorno – adoro leggere in treno. E’ una storia vera oltre che una storia ispirata ad un fatto vero, scritta in prima persona con un taglio giornalistico – Eleonora è prima di tutto una giornalista. Il ritmo è incalzante, senza pause né cali di tensione, la prosa è leggera, diretta, empatica. Sei mia – come suggerisce il titolo – è un romanzo sul possesso e sulla mistificazione dei sentimenti. Elisabetta, giovane madre e giornalista precaria, trova in Massimo un confidente, “uno scoglio a cui aggrapparsi”, prima ancora dell’avvocato che dovrà aiutarla ad uscire da un passato complicato. Si accende la passione. Lui è sposato con figli, lei sta divorziando. Premure, attenzioni, regali: Massimo è un professionista generoso e danaroso, Elisabetta invece deve far quadrare i conti: fitto, bollette, debiti. Sì, Massimo è decisamente un approdo salvifico, la proiezione di un amore possibile, solido, duraturo. Ma dietro quello sfavillio di promesse iniziali si nasconde ben altro: l’immagine dell’uomo innamorato e galante che Elisabetta ha conosciuto nel momento più buio della sua vita inizia poco alla volta a sbiadirsi. Inizia un nuovo calvario fatto di gelosia, ossessioni, violenza. Elisabetta ne è vittima consapevole, soggiogata dal carisma e dalla forza economica di un uomo che da compagno affettuoso si trasforma in carceriere, molestatore, incubo. Sei mia è un libro spietato, crudo, denso di umanità, anche istruttivo, con un finale amaro ma rassicurante. La parola chiave è Aletheia, che in greco antico è il dischiudimento, la rivelazione, la verità. Nel caso di Elisabetta anche la meritata catarsi.
Angelo Cennamo








