Sedici libri di ogni genere (Furore, Il mondo secondo Garp, Il grande Gatsby, Amatissima, Il giovane Holden, Pastorale Americana, Il buio oltre la siepe, Revolutionary road, Le correzioni, Infinite jest, It, American tabloid, Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, Le avventure di Augie March, le quadrilogie di John Updike e di Richard Ford). Underworld di DeLillo, il mio “Grande Romanzo del Cuore”, non so perché ho voluto tenerlo fuori dal sondaggio – il sondaggio è stato lanciato ieri su Twitter.
Al termine delle 24 ore consentite dalla piattaforma per esprimere il voto su quella che era risultata la griglia finale (Furore, Il grande Gatsby, Il giovane Holden e Pastorale Americana) l’ha spuntata il capolavoro di Philip Roth. Di misura, va detto – appena cinque punti di differenza – su Furore di John Steinbeck. Staccati al terzo e quarto posto: Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald e Il giovane Holden di Salinger.
Il risultato non sorprende più di tanto, anche perché, al di là del valore oggettivo del romanzo e del suo magnifico autore, negli ultimi anni Pastorale ha goduto di una maggiore popolarità/visibilità rispetto agli altri finalisti, almeno sui social. Complice Telegraph Avenue? Può darsi. Ad ogni modo, come ho già spiegato ai lettori e amici di Twitter che hanno partecipato a questo gioco – non è altro che un gioco – sul mio podio virtuale, con Underworld avrei fatto salire volentieri le quadrilogie di Coniglio Angstrom e di Frank Bascombe. Ma va bene così.
Un’ultima curiosità: nel corso della selezione precedente, Pastorale Americana aveva letteralmente stracciato Le avventure di Augie March. Ebbene, di quel libro Philip Roth una volta disse: “È inutile pensare di scriverlo, il Grande Romanzo Americano esiste già, lo ha scritto Saul Bellow: è Le avventure di Augie March”. Sic transit.
Angelo Cennamo
