BREATHED BRUCIA ANCORA: 10 ANNI DE L’ESTATE CHE SCIOLSE OGNI COSA

Ci sono esordi che segnano una generazione di lettori, e “L’estate che sciolse ogni cosa” di Tiffany McDaniel è uno di questi. Era il 2016 quando il romanzo uscì per la prima volta negli Stati Uniti, imponendosi rapidamente come un caso letterario capace di attraversare l’oceano e conquistare anche il pubblico europeo. Oggi, che il libro compie dieci anni, è il momento giusto per tornare su una delle storie più originali e potenti della narrativa americana contemporanea. In Italia il romanzo è arrivato grazie a Blu Atlantide, un successo costruito non sul marketing ma sul passaparola e sulla qualità indiscutibile della scrittura. La storia si concentra in un arco di tempo molto breve, l’estate del 1984, e non è un caso che l’autrice abbia scelto proprio quell’anno, lo stesso che dà il titolo al celebre romanzo distopico di George Orwell: ogni dettaglio, in questo libro, è cucito con cura e nulla è lasciato al caso. Il romanzo si apre con una provocazione destinata a cambiare per sempre le sorti della cittadina di Breathed, quando un avvocato del posto, Autopsy Bliss, fa pubblicare su un giornale locale un annuncio in cui, senza troppi giri di parole, invita il diavolo in persona a manifestarsi. La risposta arriva sotto forma di un ragazzino tredicenne di colore, con occhi di un verde innaturale e una salopette consumata dal tempo, di nome Sal, del quale nessuno sa da dove sia arrivato. Ad accoglierlo, in una domenica d’estate soffocante, davanti al tribunale cittadino, è Fielding, il figlio dello stesso Autopsy Bliss, coetaneo di Sal, ed è lui, ormai ottantaquattrenne, a narrare oggi gli eventi di quella stagione lontana, un’età che richiama ancora una volta, non a caso, quell’84 che percorre l’intero romanzo come un filo conduttore. Per gran parte del libro, l’identità del ragazzo resta un mistero irrisolto. Le indagini condotte da Autopsy e dallo sceriffo locale non portano ad alcuna risposta concreta, e col passare dei giorni comincia a farsi strada tra gli abitanti di Breathed un sospetto tanto assurdo quanto insistente, che Sal sia davvero chi sostiene di essere. Nel frattempo la famiglia Bliss decide di adottarlo ufficialmente, ma la sua presenza in città innesca una serie di eventi tragici che sembrano non trovare altra spiegazione plausibile. Tra i personaggi che gravitano attorno alla vicenda spicca Elohim, uno scalpellino di bassa statura destinato, con il proseguire della narrazione, a trasformarsi in un predicatore fanatico e minaccioso. Sulla carta, “L’estate che sciolse ogni cosa” sembra raccontare l’eterno scontro tra bene e male, ma in realtà Tiffany McDaniel fa qualcosa di molto più ambizioso, riscrivendo completamente le regole di questo confronto e capovolgendo schemi narrativi e certezze morali che il lettore dà per scontate. Sal diventa contemporaneamente carnefice e vittima agli occhi di una comunità che lo giudica, tra le altre cose, anche per il colore della sua pelle, e il diavolo, in questa storia, assume i tratti di una figura perseguitata quasi cristologica, in un rovesciamento di ruoli che semina dubbi tanto nei personaggi quanto in chi legge. È lecito, si chiede il romanzo, provare affetto per il demonio? Dal punto di vista letterario, il libro si presenta come un romanzo di formazione dalle tinte gotiche, ma la scrittura di McDaniel va oltre i confini del genere, con un lirismo e un misticismo che in certi passaggi fanno scivolare la prosa verso territori più propri della poesia che del romanzo tradizionale. Il continuo intreccio tra elementi angelici e demoniaci, così come viene sviluppato dall’autrice, richiama per certi versi le pagine iniziali di “Petrolio” di Pier Paolo Pasolini, e la cura stilistica resta costante dall’inizio alla fine: una scrittura elegante, mai ridondante o compiaciuta, capace di dare vita a personaggi che restano impressi ben oltre l’ultima pagina. A dieci anni dalla sua uscita, “L’estate che sciolse ogni cosa” resta un unicum nel panorama narrativo contemporaneo, un romanzo che difficilmente trova termini di paragone diretti. Per chi non lo ha ancora letto, questo anniversario è l’occasione perfetta per scoprire una delle voci più originali emerse nella narrativa americana degli ultimi anni; per chi lo ha già amato, è un buon motivo per tornare a Breathed e rivivere quell’estate infuocata in cui, come recita una delle frasi più iconiche del libro, “il caldo arrivò insieme al diavolo”.

Angelo Cennamo

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